mercoledì 27 marzo 2019

La UE all'ATTACO dei Giganti del Web



Il GDPR è stato una pietra miliare dell'attacco da parte della UE ai giganti del web. Il Prof. Prodi diceva, giustamente qualche giorno fa alla trasmissione Piazza Pulita su la7, che solo la UE ha avuto l'ardire di riportare i nuovi miliardari che godono di una no-fly-zone virtuale, dove tutto sembra concesso, alla dura realtà della regolamentazione e fondamentalmente alle tasse.

La fortuna del web è sempre stata che, tutti quei soldi che girano, sfuggono al controllo dei paesi occidentali con buona pace delle tasche di pochi.

L'entrata in vigore del GDPR ha portato nientemeno che Zanckeber in persona, che ad oggi sembra di nominare invano un dio greco, ad un tavolo di discussione ed a un accordo che sinteticamente dice, vuoi fare affari in Europa? Garantiscici il rispetto delle norme Europee e paga le tasse!

La cosa ha funzionato e il fondatore di Facebook ha accettato di pagare una multa milionaria rispetto un trattamento di dati illecito condiviso con WhatsApp.

In questi ultimi mesi si è parlato poco e male del diritto d'autore e della nuova normativa UE.

I Colossi di internet si sono mobilitati per fermare la manovra per un motivo essenziale...fanno vagonate d'oro semplicemente non pagando gli autori di contenuti.

Facciamo un esempio...un giornalista esperto in politica internazionale e/o più semplicemente un esperto di questioni mediorientali che tiene un blog dove parla delle proprie ultime analisi sul panorama siriano scrive un articolo interessante che è frutto di ricerca, raccolta informazioni e proprie elaborazioni.

Ora, il blog di questo esperto non è proprio conosciutissimo e non se lo fila nessuno.

Qualcuno trova la sua analisi interessante e condivide l'articolo che poi viene copiato ed incollato mille volte in giro sul web...senza citare la fonte, anzi, modificandolo anche in parte per far sembra che sia un elaborato originale....bene, fino ad oggi era impossibile fare in modo che venisse riconosciuto il diritto di autore e chiedere, per esempio, alle piattaforme di cancellare le cose scopiazzate o clonate.

Ad oggi le piattaforme web devono garantire:

1) i diritti per l'utilizzo online delle pubblicazioni di carattere giornalistico;
2) l'ottenimento di un'autorizzazione a usare il materiale coperto da copyright;
3) i massimi sforzi per evitare la pubblicazione;
4) l'eventuale rimozione per i contenuti senza licenza di utilizzo.


La direttiva NON tocca Wikipedia e tutte quelle piattaforme di condivisione culturale open senza fini di lucro...anche se Wikipedia in questi ultimi mesi ha fatto intendere che con la nuova direttiva UE avrebbe praticamente chiuso i battenti.

La norma UE sul diritto d'autore ha, come è stato per il GDPR, 24 mesi per l'adeguamento e per la ricezione nazionale di tutti i paesi membri...il che vuol dire che aspettiamo in Italia il DL di assorbimento. Vediamo che succede.

Cosa centra tutto questo con il settore investigativo?

Beh...farsi questa domanda vuol dire non conoscere il settore delle investigazioni private. L'ambito della salvaguardia del diritto d'autore è sempre stato, è e sarà, anche grazie a questa nuova direttiva UE, uno dei campi più floridi del lavoro delle Agenzie Investigative.

Certo, serve conoscere le norme, il chè vuol dire studiare, non è sicuramente un'indagine per infedeltà coniugale (ramo che andrà piano piano esaurendosi anche e sopratutto per colpa dell'abusivismo dilagante nel settore), ma sopratutto è un'attività che permette di mettere in campo ed esprimere tutta la professionalità dell'investigatore privato.

Quindi...rivolgendomi alle nuove generazioni che vogliono entrare in questo settore, studiate, la cultura ripaga sul lungo termine e, a tutti quei Titolari che recriminano la propria professionalità rispetto ad avventori, abusivi ed improvvisati...STUDIATE!!! E' la cultura che vi permetterà di fare la differenza.

Buon lavoro a tutti
Il Presidente
www.leonardointelligence.it

mercoledì 20 marzo 2019

Privacy Management per Agenzie Investigative - 23 Marzo. Roma


 
 
Nel seminario di questo sabato 23 Marzo su Privacy Management per Agenzie Investigative, al Novotel Roma-est, parleremo di molte cose importanti, tipo:

COSA FARE PER ADEGUARSI AL GDPR 2016/679
- individuare il titolare del trattamento
- redigere l’Informativa e il consenso
- individuare i Responsabili del trattamento interni all’Azienda, redigere e sottoscrivere le nomine
- individuare i Responsabili del trattamento esterni all’Azienda, redigere e sottoscrivere le nomine
- individuare le adeguate misure di sicurezza fisiche e informatiche con riferimento alla tutela dei dati
personali
- eseguire una valutazione d’impatto PIA
- nomina di un DPO su base obbligatoria o volontaria
- creazione del registro dei trattamenti su base obbligatoria o volontaria

In questo modo sara' definitivamente chiaro a tutti i partecipanti quali sono i parametri di adeguamento al GDPR....ma parleremo specificatamente anche del settore investigativo e COSA CAMBIA IN RELAZIONE A:
- mandato investigativo
- iscrizione dell'incarico sul registro degli affari
- interazione con l'interessato
- UTILIZZO DEL GPS

E' un evento da non mancare assolutamente!

Per tutte le info su come partecipare e i posti ancora disponibili
info@leonardointelligence.it

Vi aspetto
Il Ten.

martedì 12 marzo 2019

PRIVACY - ACCESSO NEGATO ALLE FOTO DELL'INVESTIGATORE



Aumentano i provvedimenti a tutela del lavoro e della professionalità dell'investigatore privato, nel caso di specie, con provvedimento del 31.01.2019 il Garante Privacy ha ritenuto legittimo il diniego all'accesso alle immagini scattate dall’investigatore privato.

La richiesta, avanzata dalla persona fotografata, era stata avanzata per poter accedere alle fotografie scattate per documentare l'infedeltà. L'investigatore interessato aveva, di contro, negato legittimamente la possibilità di accesso.

La possibilità di accesso alle foto da parte dell'interessato, anticipato rispetto alla causa, arrecherebbe, secondo il Garante, un pregiudizio effettivo e concreto alla controparte che intende difendere il proprio diritto in sede giudiziaria, soprattutto se questi ha anche l’onere della prova.

La legittimità del rifiuto trova fondamento nell’art. 23 comma 1, lett. j) del Regolamento UE 2016/679 ed annesso considerando n. 73, nonché dell’art. 2-undecies, comma 1, lett. e), del D. Lgs. 196-2003 (Codice Privacy) come recentemente riformato dal D.Lgs. 101 del 10 agosto 2018.


D’altronde è sufficiente ricordare che l’art. 2-undecies del Codice Privacy prevede che “I diritti di cui agli articoli da 15 a 22 del Regolamento (tra cui, appunto, il diritto di accesso) non possono essere esercitati con richiesta al titolare del trattamento ovvero con reclamo ai sensi dell’articolo 77 del Regolamento qualora dall’esercizio di tali diritti possa derivare un pregiudizio effettivo e concreto: […] e) allo svolgimento delle investigazioni difensive o all’esercizio di un diritto in sede giudiziaria”.


In questa circostanza quindi, e circostanze similari, l’esercizio del diritto da parte dell'interessato può essere “ritardato, limitato o escluso con comunicazione motivata e resa senza ritardo all’interessato […] per il tempo e nei limiti in cui ciò costituisca una misura necessaria e proporzionata, tenuto conto dei diritti fondamentali e dei legittimi interessi dell’interessato” (cfr. art. 2-undecies cit., comma 3).

A. Pedicone
Consigliere Studi Legislativi
Leonardo Intelligence 

sabato 2 marzo 2019

Privacy e controllo occulto lavoratore - Sentenza Cassazione 1Marzo2019


Privacy e controllo occulto lavoratore
Cassazione, ordinanza 6174 depositata 1 marzo 2019.

 

 















Con sentenza della Cassazione 6174 si sancisce, legittimo il controllo dell’agenzia investigativa sul dipendente anche in luoghi pubblici ma, precisa la Suprema Corte, per fatti che devono essere estranei alla prestazione lavorativa.

Viene quindi respinto il ricorso al licenziamento del lavoratore estromesso dall’azienda per essersi ripetutamente allontanato dal posto di lavoro senza timbrare il cartellino.

La Corte di Cassazione ha rilevato che è possibile procedere ai cosiddetti controlli difensivi, volti a rilevare specifiche mancanze e/o comportamenti estranei alla normale attività lavorativa, e che questi possono essere eseguibili incaricando un'agenzia investigativa autorizzata per gli accertamenti di specie.

Il lavoratore in questione aveva contestato la legittimità dei controlli da parte dell'agenzia investigativa perché considerati in violazione della propria privacy.

La Suprema Corte sottolineato che i controlli del datore di lavoro, anche a mezzo di agenzia investigativa, sono assolutamente legittimi se finalizzati a verificare i comportamenti del lavoratore che possano configurare ipotesi penalmente rilevanti, attività fraudolente e/o che portino potenzialmente danno, diretto o indirette, al datore di lavoro.

Gli accertamenti non possono invece avere luogo se mirati a verificare l’adempimento e/o inadempimento della prestazione lavorativa del dipendente, in ragione del divieto previsto dallo statuto dei lavoratori.

Ha concluso quindi la Cassazione, nella sentenza 6174 del 01/03/2019, che il controllo effettuato sul dipendente non era diretto a verificare le modalità di adempimento della prestazione lavorativa bensì «la condotta fraudolenta di assenza del dipendente dal luogo di lavoro nonostante la timbratura del badge».


Inoltre, l'ipotesi di violazione della privacy del lavoratore, seguito dall'agenzia investigativa nei suoi spostamenti, non è applicabile, in quanto, il controllo è stato effettuato in luoghi pubblici e finalizzato ad accertare esclusivamente l’allontanamento dal posto di lavoro.

A. Pedicone
Consigliere Studi Legislativi
Leonardo Intelligence

lunedì 18 febbraio 2019

Licenziato il dipendente. Beccato dall'Investigatore Privato a fare shopping durante i permessi “104”.

Accertamenti sui permessi 104 con l'ausilio dell'Investigatore Privato.

 



Il datore di lavoro può incaricare un'agenzia investigativa per verificare le condotte estranee allo svolgimento della normale attività lavorativa, purché, queste siano rilevanti per il corretto adempimento delle obbligazioni sottese al rapporto di lavoro.

Lo sentenzia la Cassazione con l'ordinanza 4670 del 18.2.19.

La Suprema Corte sottolinea che: il licenziamento può essere messo in opera quando il lavoratore, che usufruisce dei permessi previsti dalla legge 104/92 per assistere il familiare disabile, è scoperto a fare shopping durante il periodo di permesso.

Per tale tipo di accertamento, l'azienda, può infatti ricorrere legittimamente al supporto di un'agenzia investigativa per controllare le condotte del dipendente che, anche se estranee all’attività lavorativa, sono comunque rilevanti sotto il profilo del corretto adempimento delle obbligazioni relative al rapporto di lavoro.

In questo caso quindi, il recesso dell'azienda è giustificato perché, l’interessato, approfitta della buona fede, non solo del datore di lavoro, ma anche dell’ente previdenziale che eroga il trattamento economico-assistenziale.

Tutto questo emerge dall’ordinanza 4670/19, pubblicata il 18 febbraio, dalla sezione lavoro della Cassazione. Niente da fare quindi per il lavoratore sorpreso dagli investigatori a fare shopping il 22, 23 e 24 dicembre....faceva i regali di Natale? Chissà. Sicuramente non stava prestando assistenza al parente con problemi di salute.

È interessante comunque notare che nella contestazione, la Suprema Corte, ha tenuto conto dei giorni nei quali l’azienda è stata effettivamente chiusa per le festività natalizie e scorporati dall'ordinanza.

A far scattare il licenziamento sono in ogni caso bastati i tre giorni del mese successivo, nei quali, il lavoratore, si è recato in una sola occasione di un paio d’ore, presso la casa del parente da assistere.

Nella presente ordinanza della Cassazione si esclude la violazione degli articoli 2 e 3 dello statuto dei lavoratori, perché: i detective non sconfinano nella vigilanza sull’attività lavorativa, che è riservata al datore e ai suoi collaboratori.

È quindi legittimo il ricorrere all'ausilio di “007” privati nei periodi di sospensione del rapporto lavoro quando si sospetta che il dipendente usi i permessi 104 per sé e non per aiutare il congiunto in difficoltà.

Concludendo, per il lavoratore che utilizza permessi 104 per fare altro, si configura l’abuso del diritto di cui all’articolo 33 della legge 104/92, in primis, nei confronti del datore di lavoro che è privato ingiustamente della prestazione, e dopo, dell’istituto previdenziale che paga trattamento economico-assistenziale.

lunedì 17 dicembre 2018

Fatturazione Elettronica - Risoluzione facile e gratuita




Volevo mettere al corrente tutti gli associati, e non, della mia personale esperienza sulla fatturazione elettronica che spero e credo possa essere di aiuto per l’adeguamento imminente del primo gennaio.

Come Associazione fatturiamo elettronicamente da gennaio 2018 perché, avendo rapporti con l’amministrazione pubblica, era d’obbligo la fatturazione elettronica.

Le prime fatture emesse sono state un piccolo calvario per il coordinamento tra ente pagatore, il nostro studio contabile che ci segue, e noi, per capire il da farsi.

Nel tempo si sono succeduti decine di consulenti per la vendita di software gestionali online per la fatturazione elettronica di tutti i tipi e di prezzi che variavano dai 50 ai 150 euro l’anno.

Il primo sentimento è stato quello di rivolgersi ad uno di questi gestionali, per poter sviluppare una convenzione e far risparmiare qualcosa a tutti i i nostri associati, anche se, il pensiero che un obbligo di legge dovesse diventare un aggravio per le tasche di tutte le nostre agenzie investigative associate, che sono sommerse di tasse, adempimenti di legge e cauzioni...un po’ dispiaceva.

Nella ricerca del gestionale perfetto ho scoperto che Aruba è il primo provider italiano per sicurezza, accreditato dall’amministrazione pubblica, e l’unico autorizzato a fornire il rilascio di credenziali SPID di 3° livello.

Tra le altre cose Aruba sta rilasciando c'è lo SPID di tipo L1 e L2, gratuitamente per i primi due anni, per permettere a tutti di avvicinarsi all’identità digitale e poter usufruire dell’amministrazione digitale.
( Il link per chi interessato https://www.pec.it/richiedi-spid-aruba-id.aspx)

Per l’adeguamento della mia agenzia investigativa (www.leonrabi.com) ho continuato la ricerca, cercando la strada migliore e meno dispendiosa, all’imminente fatturazione elettronica del 1 Gennaio 2019.

Mi sono recato all’Agenzia delle Entrate su appuntamento, consiglio di farlo a tutti, funziona molto bene ed è possibile prenotare molto velocemente un appuntamento online ( il link https://www1.agenziaentrate.gov.it/servizi/cup/prenotazionionline.htm per fissare un appuntamento) , mi sono portato una copia della mia carta di identità e mi hanno attivato il PIN per accedere online ai servizi della pubblica amministrazione.

Grazie al PIN ho potuto accedere ai servizi online dell’Agenzia delle Entrate nella mia area riservata https://www.agenziaentrate.gov.it/wps/portal/entrate/areariservata ed ho eseguito l’accesso a FISCONLINE https://telematici.agenziaentrate.gov.it/Main/login.jsp. Devo dire, molto semplice ed intuitivo.

Nella mia area personale ho trovato immediatamente la mia posizione fiscale e la mia Azienda, con numero di partita iva, e sono riuscito ad attivare immediatamente il mio cassetto fiscale, funzionale alla fatturazione elettronica, col solo inserimento della mia PEC, nella quale, mi saranno inviate tutte le notifiche necessarie alla fatturazione elettronica

In tutto questo ho fatto una piacevole scoperta che non conoscevo.

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un sistema gestionale delle fatture con dei modelli online che aiutano alla compilazione. Il sistema è molto chiaro e di facile utilizzo. Si possono inviare e ricevere fatture che verranno poi salvate nel proprio cassetto fiscale.

Credo quindi si possano seguire due strade:
1) attivare il PIN all'Agenzia delle Entrate e usufruire dei servizi online gratuiti, che per esperienza fatta funzionano molto bene;

2) per non fare le file in Agenzia, o per qualsiasi altro motivo, credo che il servizio Aruba sia per qualità prezzo molto valido, a 25euro piu' iva all'anno, ma sarà necessario attivare uno SPID di primo o secondo livello (L1 L2) che Aruba offre gratuitamente per i primi 2 anni. 

Spero che la mia esperienza personale possa essere di aiuto per tutti gli associati.
Buon lavoro
Il Presidente

domenica 16 dicembre 2018

Ringraziamenti - Seminario 15/12/2018 Fermo

Fermo (FM) - 15 | dicembre 2018Auditorium SAN FILIPPO NERI




Finire l'anno, sotto le feste di Natale, con un seminario particolarmente tecnico come le indagini difensive e avere una presenza di quasi 60 persone che sfidano una mattina gelida a -2°C nella bellissima Fermo...riesce solo a noi!

Grazie al Sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro, per averci accolto ed aver introdotto il nostro seminario.

Grazie al bellissimo comune di Fermo per averci messo a disposizione lo splendido Auditorium del San Filippo Neri.

Grazie all'Ordine Avvocati di Fermo e Camere Penali per aver appoggiato, condiviso e partecipato al nostro seminario.

Grazie al Consigliere per le Marche della Leonardo Intelligence, Aldino Marconi, per l'ottima organizzazione e al nostro associato Andrea Violoni per l'instancabile impegno nel coordinamento di tutte le attività.

Grazie all'infinita cultura dell'Avv. Savino Piattoni...ascoltare il suo imtervento è stato illumjnante.

Grazie a tutti gli intervenuti...e ai vostri infiniti ed instancabili complimenti....grazie! Grazie! Grazie! Ci ripagano di tanto lavoro e tanto impegno.

Un grazie peraonale per la bellissima gironata
Il Presidente

sabato 17 novembre 2018

Il Garante si è espresso sulla fatturazione elettronica "va cambiata"

Il Garante si è espresso sulla fatturazione elettronica che dovrebbe entrare in vigore dal 1 Gennaio 2019 che, così come impostata, potrebbe violare la normativa sulla protezione dei dati personali.

Il Garante ha comunicato ufficialmente all’Agenzia delle Entrate che la fatturazione elettronica, così come è:“presenta rilevanti criticità in ordine alla compatibilità con la normativa in materia di protezione dei dati personali”.

Gli estremi della richiesta sono contenuti del documento

Provvedimento nei confronti dell'Agenzia delle entrate sull'obbligo di fatturazione elettronica - 15 novembre 2018 [9059949]

Dal sito del Garante si legge:
"Il nuovo obbligo di fatturazione elettronica - esteso a partire dal 1 gennaio 2019 anche ai rapporti tra fornitori e tra fornitori e consumatori - presenta, secondo il Garante, un rischio elevato per i diritti e le libertà degli interessati, comportando un trattamento sistematico, generalizzato e di dettaglio di dati personali su larga scala, potenzialmente relativo ad ogni aspetto della vita quotidiana dell’intera popolazione, sproporzionato rispetto all’obiettivo di interesse pubblico, pur legittimo, perseguito.
 
Entrando nel merito del nuovo sistema di e-fatturazione il Garante ha rilevato una serie di criticità. In primo luogo, l’Agenzia, dopo aver recapitato le fatture in qualità di “postino” attraverso il sistema di interscambio (SDI) tra gli operatori economici e i contribuenti, archivierà e utilizzerà i dati anche a fini di controllo. Tuttavia non saranno archiviati solo i dati obbligatori a fini fiscali, ma la fattura vera e propria, che contiene di per sé informazioni di dettaglio ulteriori sui beni e servizi acquistati, come le abitudini e le tipologie di consumo, legate alla fornitura di servizi energetici e di telecomunicazioni (es. regolarità nei pagamenti, appartenenza a particolari categorie di utenti), o addirittura la descrizione delle prestazioni sanitarie o legali.

E’ la prima volta che il Garante esercita il nuovo potere correttivo di avvertimento, attribuito dal Regolamento europeo, attraverso un provvedimento adottato anche a seguito di alcuni reclami. 

Una preventiva consultazione dell’Autorità, peraltro stabilita dal previgente Codice privacy e dal nuovo Regolamento Ue, avrebbe potuto assicurare fin dalla progettazione l’avvio del nuovo sistema con modalità e garanzie rispettose della protezione dei dati personali, introducendo misure tecnico organizzative adeguate in tutta la filiera del trattamento dei dati personali per la fatturazione elettronica.

Il provvedimento del Garante è stato inviato anche al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell’economia e delle finanze per le valutazioni di competenza."

L'articolo originale sul sito del Garante si trova:
https://www.garanteprivacy.it/en/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9059957


giovedì 13 settembre 2018

Cancellazione dell'assegno di mantenimento con il ddl Pillon? Che fine faranno le investigazioni private?

La cancellazione dell'assegno di mantenimento con il ddl Pillon e l'effetto a cascata sul settore d'impresa delle investigazioni private.

 
Non è un segreto che gli ultimi anni il settore investigativo abbia subito una leggera flessione. A cosa è dovuto?
Ci sono delle terorie, tutte da verificare, ma sicuramente, grazie ad un po' di esperienza ed al contatto diretto con molti operatori del settore, abbiamo la possibilità di essere abbastanza precisi sulle cause.

Photo by Foto Pettine on Unsplash
Photo by Foto Pettine on Unsplash

Innanzzi tutto precisiamo che ci stiamo riferendo alle investigazioni private dedicate all'ambito familiare, dette volgarmente, "corna".

E' opinione di molti che le "corna" siano il core business del settore investigativo, non è cosi'. Questo è un limite strutturale del settore a doppio senso:
1) le persone credono di non potersi rivolgere ad un investigatore per la risoluzione di altri problemi o per un consiglio, se non, in caso di "corna". Questo pregiudizio limita ovviamente le possibilità di scelta dell'utente.
2) molti investigatori non hanno siluppato e non sviluppano altri settori d'impresa se non quelli del tradimento in ambito familiare. Questo limite d'offerta di servizi incide ovviamente sulla crescità d'attività.

Per molti, moltissimi anni, il settore investigativo si è retto sul tradimento familiare. La cosa funzionava, sopratutto dal punto di vista economico, perchè, per una legge non scritta, in ogni prefettura doveva esserci un numero limitato di licenze investigative. Un po' come i notai. Questo ha agrantito per anni che il numero di richieste id servizi soddisfacesse tutte le agenzie investigative e che, in parole povere, tutti avessero un po' di lavoro indipendentemente dalle competenze e/o dalla bravura.

Il giocattolo pero' si rompe nel 2008 quando l'Europa ci impone di adeguare il settore liberarizzando le licenze. Il numero di agenzie investigative si moltiplica a livello esponenziale...e le prefetture non possono opporsi alle tante richieste, anche perchè, per una norma mai aggiornata, chiunque, che sapesse leggere e scrivere, leva assolta, di maggiore età e senza precedenti penali, poteva richiedere l'autorizzazione ed essere un investigatore privato.

E' facile intuire il numero di improvvisati avvicinatosi a questo delicato settore armati di competizione, spregiudicatezza e convinti che l'autorizzazione alle investigazioni fosse una sorta di "licenza di uccidere" alla 007. Colpo di grazia per un settore che non ha mai brillato per popolarità e che ha sempre sofferto di una certa nomea sulla mancanza di professionalità.

Una fase di arresto, a quest'onda autorizzatoria, si avrà nel 2010 con il DM 269 che, chiedendo specifiche tecniche ai nuovi richiedenti (laurea ed esperienza nel settore), limiterà di fatto le autorizzazioni rilasciate. Ma non sanerà il danno.

A  novembre 2011 in Italia si contavano 1746 agenzie investigative (agenzia più agenzia meno). Numero impossibile da determinare con precisione visto che non esiste un elenco unico condiviso delle autorizzazioni rilasciate.

In ogni caso, la moltitudine di agenzie, porterà ad un gioco al ribasso sul costo dei servizi. 

Nel 2012 per un servizio di "corna", che tecnicamente vuol dire trovare le prove di infedeltà del coniuge,  core business di molte agenzie, veniva venduto ad una media nazionale di 350-400euro al giorno, ad oggi, lo stesso servizio non supera gli 80-100euro al giorno.

La crisi economica non ha sicuramente aiutato le cose anche perchè, ad oggi, le persone preferiscono tenersi il tradimento risparmiando qualche soldo in più per l'avvocato e magari conocordare, litigando, le spettanze in sede giudiziale.

Ultimo ma non per importanza, il governo Lega-MS5, vuole far cancellare l'assegno di mantenimento. Questo renderà ovviamente inutile trovare le prove di un tradimento a fine giudiziale.

Stiamo vivendo un cambio epocale del settore e forse un rinnovamento. Certo i cambiamenti fanno paura ma forse non tutti i mali vengono per nuocere. Come dicevo all''inizio le agenzie investigative non sono solo "corna" e i titolari di agenzia non dovrebbero puntare solo su quello.

Credo fermamente che l'attività investigativa sia un enorme valore aggiunto a disposizione di aziende e privati per tanti ambiti di intervento, il fatto è, che bisogna comunicarlo meglio all'utente finale che spesso non sa cosa fa un'agenzia investigativa e, contemporaneamente, bisogna investire di più sulla formazione degli operatori di settore.

Questo si fa iniziando a pensare ed agire come categoria, cosa non molto popolare, e portando avanti piccole iniziative di autoregolamentazione sulla qualità e garanzia dei servizi.

Certo è, che: se fossimo una vera categoria professionale, e dovremmo essere dei professionisti dal 1931 anche se non abbiamo avuto un codice ATECO fino a 5 anni fa, il governo attuale, prima di considerare una legge che ci danneggia direttamente, ci avrebbe forse fatto una telefonata per sapere cosa ne pensavamo.

Buon lavoro a tutti
Il Presidente
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Leonardo Intelligence
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martedì 4 settembre 2018

Come scrivere un CV efficace per le agenzie investigative


Per scrivere un CV ad una agenzia investigativa bisogna tenere in considerazione diverse cose e non sottovalutare che il CV sarà cestinato se non presenta alcuni parametri importanti per questo ambiente professionale.

Le azioni da EVITARE assolutamente sono:
1) Email vuota senza neanche l'oggetto con il cv allegato
2) Il Cv in formato europeo (ed ora spiegherò il perchè)
3) Un CV uguale per tutti
4) Un CV di 10 pagine
5) Elenco infinito di corsi e corsetti non attinenti (tipo: tolettatura cani).

Prima di iniziare a dire come scrive un CV ad un'agenzia investigativa voglio farvi fare mente locale su un aspetto importante da non sottovalutare, o meglio, a chi vi state rivolgendo?

Il Titolare di un'agenzia investigativa è una persona particolare, fuori dal comune, che fa un lavoro particolare a contatto con i problemi della gente. Ne ha viste tante...tantissime. Ha una personalità disincantata, concreta, egocentrica e direi quasi ingombrante.

Il Titolare di agenzia investigativa deve la sua formazione all'esperienza della strada che, nella maggior parte dei casi, si è costruito da solo negli anni di attività, anche sbagliando, e si sente giustamente un esperto nel suo settore...anche perchè ad oggi non esiste una formazione riconosciuta pratica che standardizzi le competenze...ma questo è un altro discorso.

Ultimo aspetto, non per importanza, il Titolare di agenzia investigativa è sommerso di burocrazia, tasse, adempimenti....e chi più ne ha più ne metta. Prendersi a carico un collaboratore è, si necessario, ma un impegno gravoso, che non rientra nella normale visione fiscale di contributi ma prevede un vero e proprio impegno e responsabilità nei confronti della Prefettura di competenza. Un esempio? Se un collaboratore fa una stupidaggine durante un servizio il Titolare potrebbe vedersi togliere la licenza investigativa.

State capendo l'importanza della questione ed il punto di vista del Titolare? Spero di si.

Quindi...state per scrivere ad un tizio/a che non vi ha chiesto niente, che non vuole ascoltarvi, che ne sa un milione di volte più di voi, che non gli frega niente da che università venite e che per quanto pensate di aver studiato vi considera dei ragazzini ignoranti con idee campate per aria, ma sopratutto non si fida a priori di voi perchè chissà quale casino potreste combinare se vi manda in giro a lavorare.

Questo è per cercare di far capire che, non è un caso che la maggior parte dei CV dove viene enfatizzato l'aspetto didattico del proprio corso di laurea o della propria formazione in contesti fantascientifici alla C.S.I. vengano cestinati...al titolare dell'agenzia investigativa non serve un grillo parlante o un sognatore tv. Il candidato ideale:
  1. ha voglia di imparare;
  2. è propositivo;
  3. sa gestire stanchezza e stress;
  4. è sveglio e attento;
  5. ma sopratutto ci si aspetta entusiasmo.

COME SCRIVE IL CV PER LE INVESTIGAZIONI
Avendo ormai capito che la cosa è ben più complicata di quanto pensavate vediamo come potrebbe essere scritto un CV capace di attrarre sufficientemente l'attenzione di un Titolare di agenzia investigativa.

1) Pensare cosa scrivere
Innanzi tutto mettetevi a tavolino con un foglio bianco e una penna, non il pc o il tablet o il telefono,  e non pensate a quello che vi piacerebbe fare ma scrivete 25 punti di quello che sapete fare, in generale, non in ambito investigativo.

Una volta scritti i 25 punti, pensate alle investigazioni e scegliete 5 punti che pensate possano essere i più attinenti. Questi punti saranno il vostro punto di forza nel CV.

2) Struttura del CV
Prendete un altro foglio bianco e:
  • date una struttura grafica al vostro CV, cioè, come volete che le cose sul foglio siano disposte. Questo caratterizzerà il vostro CV e lo renderà unico;
  • Ponete attenzione al font, dev'essere leggibile, chiaro, ma non noioso; 
  • Includete sempre una foto recente...non una fototessera da patente dove sembrate usciti di galera ma una foto che esprima chi siete;
  • Mettete i vostri contatti in modo chiaro e facilmente leggibili. Un indirizzo email è sicuramente utile. Un cellulare. Ma potrebbe essere una buona idea mettere il proprio profilo facebook o istagram...tanto il Titolare lo cercherà comunque per capire chi siete. 
3) Voci del CV
Non mi dilungherei troppo nelle voci da inserire nel CV...più ne scrivete e meno saranno lette. Quindi poche voci ma chiare:
  • DATI ANAGRAFICI (Semplicemente nome e cognome, dove sono nato, l'anno è importante, i recapiti, dove abito, una email...e per chi vuole qualche contatto social)
  • CHI SONO (Qui possiamo inserire i 5 punti di prima che pensiamo siano i nostri punti di forza. Senza dilungarci molto. In modo sintetico e chiaro. Un consiglio paterno...evitate di inserire cose tipo "predisposto alla Direzione e Gestione Manageriale..." vi cestinano prima di continuare a leggere. Le agenzie cercano persone sveglie con voglia di imparare il lavoro duro per strada...se poi sono almeno 5 anni che fate questo lavoro, dire che avete una certa esperienza che potrebbe essere valutata anche per la gestione del personale è più credibile. )
     
  • COSA HO STUDIATO ( Qui è bene inserire studi riconosciuti, diploma, università, master....mettere "corso di alta formazione di spia internazionale" non vi da credibilità e non ci fate una bella figura)
  • LE LINGUE CHE CONOSCO ( Vedo in continuazione, colpa del CV europeo ,che per ogni lingua viene inserito "comprensione" con relativo livello, "parlato" con relativo livello e "scritto" con relativo livello...non frega niente a nessuno! Es. Inglese - discreto è più che sufficiente)
  • CONOSCENZE INFORMATICHE ( Qui eviterei di inserire una lista infinita di programmi che avete utilizzato una volta e forse male. Ma indicare che sapete utilizzare il pc per programmi di scrittura, modifica immagini e navigazione internet...va già bene. Se poi ci sono vere competenze specifiche tipo programmazione PHP o CSS allora è sicuramente bene inserirle)
  • ESPERIENZE LAVORATIVE NEL SETTORE INVESTIGATIVO e/o della SICUREZZA (Ovviamente e bene inserirle se ce ne sono. Dire se si è fatto uno stage va bene. E' bene evitare di dire di aver collaborato 2 anni con agenzia tal dei tali ma non ero segnato perché aiutavo mio cugino)
  • ALTRE ESPERIENZE LAVORATIVE PER ME IMPORTANTI ( Qui si possono inserire quelle esperienze lavorative non attinenti alle investigazioni ma che sono state importanti per il mio bagaglio culturale nel mondo del lavoro. E' una cosa importante che manifesta il carattere del candidato. Dire che ho lavorato l'estate per pagarmi gli studi facendo i traslochi è una cosa che mostra tenacia, impegno e sacrificio.)
  • HOBBY/SPORT (Sezione da non sottovalutare. In alcuni CV si legge "Navigazione internet"...non vi chiamerà nessuno! E' come dire mi piace stare davanti alla televisione o giocare alla playstation. Per essere valutati da un'agenzia investigativa bisogna far capire che non siete persone che hanno paura di sporcarsi le mani, che avete una buona capacità di socializzare, che siete curiosi e attenti. Gli hobby e gli sport evidenziano questo aspetto.)

4) Come inviarlo
Una volta fatto il vostro bel CV, bello anche visivamente, il consiglio è che non superi le 2 pagine, salvatelo in formato pdf pronto per essere inviato.

Mandare un CV per posta è passato di moda ma vi assicuro che non è una cosa da sottovalutare. Avere una busta fisicamente in mano qualche volta fa la differenza.

In ogni casi la cosa importante è che il CV abbia sempre una lettera di presentazione dedicata all'agenzia di riferimento.

Esempio.
Aprire l'email e scrivere nell'oggetto "Alla Cortese attenzione del Titolare Agenzia Pinco Palla". Una email senza oggetto risulta spam ma sopratutto estremamente scortese.

Nel corpo di testo è bene iniziare con Gent.le Sig./Sig.ra e Nome del Titolare. (Questo dimostra che avete fatto una piccola ricerca e che vi interessa proprio quella struttura)

Dopodiché una piccola presentazione, tipo:"...mi chiamo Tal dei Tali...vorrei avere la possibilità di incontrarla per potermi presentare...ecc ecc"

Conclusioni
Se fino ad oggi non vi hanno mai risposto provate queste piccole ma significative modifiche e non è detto che raccogliate qualche piccolo ma importante cambiamento.

Buon lavoro a tutti
Il Presidente
Leonardo Intelligence
www.leonardointelligence.it


lunedì 30 luglio 2018

Il BOOTCAMP della Leonardo Intelligence è pronto

Carissimi tutti,
questo weekend 27-28-29 luglio abbiamo avuto ad Ovindoli (AQ) le prove generali nel nuovo corso pratico chiamato BOOTCAMP....vi dico senza troppi giri di parole...E' UNA FIGATA PAZZESCA! Ma sopratutto FUNZIONA!
 

 








 






Chi ha partecipato ha faticato, sudato, studiato e messo in pratica cose che, a detta di chi lavora in questo settore da tanti anni, non conosceva neanche!!!!

I giovani che hanno partecipato hanno avuto modo di chiarirsi tanti dubbi e perplessita'...ma sopratutto hanno avuto modo di vedere una realta' che nessuno prima gli aveva dato modo di vedere.

Il nuovo modello di formazione pratica della Leonardo e' pronto - BOOTCAMP - e a breve decideremo una data per tutti coloro che vorranno parteciparvi.

Estremamente soddisfatto ed entusiasta, ma particolarmente stanco, vi mando i miei saluti di
Buon Lunedi' e
buon lavoro Carissimi tutti,
questo weekend 27-28-29 luglio abbiamo avuto ad Ovindoli (AQ) le prove generali nel nuovo corso pratico chiamato BOOTCAMP....vi dico senza troppi giri di parole...E' UNA FIGATA PAZZESCA! Ma sopratutto FUNZIONA!

Chi ha partecipato ha faticato, sudato, studiato e messo in pratica cose che, a detta di chi lavora in questo settore da tanti anni, non conosceva neanche!!!!

I giovani che hanno partecipato hanno avuto modo di chiarirsi tanti dubbi e perplessita'...ma sopratutto hanno avuto modo di vedere una realta' che nessuno prima gli aveva dato modo di vedere.

Il nuovo modello di formazione pratica della Leonardo e' pronto - BOOTCAMP - e a breve decideremo una data per tutti coloro che vorranno parteciparvi.

Estremamente soddisfatto ed entusiasta, ma particolarmente stanco, vi mando i miei saluti di
Buon Lunedi' e
buon lavoro 
Il Presidente