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Visualizzazione dei post da Luglio, 2019

Per modificare l’assegno si può sapere dal Fisco quanto guadagna la ex-moglie

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Per far modificare l’assegno di mantenimento si può chiedere al fisco quanto guadagna la ex-moglie secondo la sentenza n.29/2019 del TAR del Lazio nella sezione distaccata di Latina. Proposta nei confronti del coniuge la domanda per la revisione degli accordi divorzili, diventa soggettivo il diritto d'accesso alla documentazione redditualei per chi ha l’interesse e diritto di difendersi in giudizio. Nel caso di specie è il Tar del Lazio ad ordinare al Fisco di provvedere al rilascio su richiesta dell'interessato le carte entro trenta giorni ed il tutto perché, con il nuovo codice del processo amministrativo, si sancisce il diritto all’ostensione degli atti amministrativi da parte di chi ha un interesse qualificato. Il ricorso dell’ex marito quindi viene accolto perché la domanda di ostensione non proviene da un quisque de populo (uno qualunque) ma da un soggetto che ha un interesse attuale e concreto nel curare i propri interessi in giudizio e

Facebook, detective e Cirinnà tolgono l’assegno all’ex che ha un nuovo convivente.

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Sentenza Tribunale di Ancona n. 1148 del 21.6.19   Nel corso di un giudizio di separazione e quantificazione dell’assegno di mantenimento, un uomo ha fatto controllare la ex moglie dagli investigatori privati. Questi ultimi hanno dimostrato che la donna convive con un nuovo compagno grazie a Facebook. Le investigazioni private tese a determinare la nuova relazione della ex-moglie sono partite  notando che la stessa, su Facebook, si dichiarava come sentimentalmente “impegnata”. Gli investigatori hanno fatto seguire immediatamente un'attività di osservazione e pedinamento. L’esito dell’indagine ha consentito all’uomo di non dover versare un assegno divorzile alla donna in quanto, grazie alle evidenze dell'attività investigativa si è riusciti a dimostrare che, questa vive stabilmente con il nuovo compagno. Determinante è stata la testimonianza del Titolare dell’agenzia investigativa che  ha potuto riferire su quanto raccolto e sulla nuova vita di coppia della donna c

Mantenimento: il lavoro saltuario della moglie non fa cadere il diritto all’assegno.

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Sentenza Cassazione ord. 17096 26/06/2019.     La relazione dell’investigatore privato sul lavoro della moglie non fa cadere il diritto all’assegno di mantenimento. Sono necessari documenti che provino una " stabile occupazione e la valutazione della durata della vita matrimoniale ". Cassazione, ordinanza 17096 del 26 giugno 2019 . Non si può privare la ex dell’assegno solo perché dalla relazione dell’investigatore privato è emerso un lavoretto saltuario. Sono infatti necessari documenti che provino un impiego stabile, una occupazione continuata e la valutazione sull'effettiva durata della vita matrimoniale per la valutazione dell'assegno. Devono esserci infatti, dice la Cassazione, prove sufficienti a dimostrazione dell’attività lavorativa della donna e della sua conseguente autosufficienza e capacità di mantenersi. La sentenza, pertanto, non sminuisce il lavoro e l’accertamento dell’investigatore , anzi, lo rende indispensabile sul lungo periodo e ampl

Il Fisco deve mostrare al marito le denunce dei redditi della ex moglie

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Il fisco deve mostrare al marito le denunce dei redditi della ex moglie: lo dice il TAR di Catania, terza sezione, nella sentenza 565/19. Il fisco deve tirare fuori entro trenta giorni le dichiarazioni dei redditi presentate negli ultimi cinque anni da una signora perchè l’ex marito ha il diritto di vederle per far ridurre l'assegno di mantenimento. Questo può avvenire anche prima che il Giudice, nel contendere della causa civile, sia ad ordinare l’esibizione del documento ex articolo 210 cpc. Il punto è che il diritto di difesa della controparte non risulta violato dall’ostensione dei documenti fiscali dei redditi. La documentazione del fisco non viene automaticamente acquisita nel processo civile ma viene vagliata dal giudice. Diversamente, si dovrebbe portare in causa l'ex coniuge senza sapere se questo/a abbia consistenze reddituali, con il rischio di pagare le spese processuali e sperando che il giudice eserciti i poteri istruttori di accesso ai d