SICUREZZA ONLINE, IL CYBER BULLISMO – COME PROTEGGERE I PROPRI FIGLI DAI PERICOLI DEL WEB

SICUREZZA ONLINE, IL CYBER BULLISMO
COME PROTEGGERE I PROPRI FIGLI DAI PERICOLI DEL WEB

Photo by Alexander Shatov on Unsplash

> Perché si parla di pericoli del web? Cosa è che lo rende pericoloso?
Ciò che rende pericoloso il web è il modo con cui lo usiamo ed il potere che gli conferiamo. Più tempo gli dedichiamo, più ricerche si effettuano, più diamo la possibilità ai vari contenuti di raggiungerci e di conoscerci; più informazioni trasferiamo tramite il web più ci spogliamo e ci rendiamo vulnerabili.

Il web ormai è ovunque, ogni dispositivo che ha un accesso ad una rete è potenzialmente veicolo di “pericolo”: i cellulari sono le nostre estensioni fisiche e virtuali, i personal computer sono  strumento di studio e lavoro per tutte le età, le play station e le xbox, da sempre strumento di gioco e passatempo, sono i principali veicoli ad oggi di spaccio in quanto i loro codici di comunicazione non sono decriptabili, anche le innovative smart tv hanno accesso a internet e danno la possibilità di navigare.

Tramite questi strumenti si stanno diffondendo diverse forme di cyber bullismo, definito dall’art. 1, comma 2 della legge n°71/20217 come “qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso o la loro messa in ridicolo”.

Bullismo e cyber bullismo si distinguono per il fatto che il bullo con il favore del web, dell’assenza  di confini spazio/temporali e del anonimato ha una maggiore inclinazione all’offesa. Con le potenzialità della rete basta un’immagine, un video, una frase per rendere la vittima tormentata h24,  diversamente da quanto avviene con il bullismo, il quale si consuma in un lasso di tempo ben preciso e determinato e che per quanto possa essere un azione che si subisce ripetutamente si concretizza sempre in un certo luogo con certe persone. Il cyberbullismo invece ha una portata molto più ampia, sia in termini temporali in quanto non è possibile eliminare l’elemento di minaccia prima che divenga virale, sia in termini spazio/temporali dal momento che quel contenuto continuerà a viaggiare per lo spazio cibernetico all’infinito e le conseguenze non potranno mai essere del tutto arginate.

Le forme più diffuse anche tra i giovani, tutte costituenti fattispecie di reato, sono:
- Harassment (molestie): consiste nel invio di messaggi dal contenuto offensivo caratterizzati dalla persistenza e la reiteratezza del comportamento, volti a ferire una determinata persona alla quale si può causare un disagio sia emotivo che psichico;
- Denigration (denigrazione): insulti e diffamazione online tramite pettegolezzi, menzogne, dicerie e commenti crudeli, offensivi e denigratori attraverso e-mail, sms, messaggistica istantanea, per danneggiare la reputazione delle vittime;
- Impersonation (sostituzione di persona): mediante la creazione di un profilo falso l’aggressore si sostituisce alla vittima e, utilizzando informazioni personali, foto e dati come il nome utente, invia o pubblica messaggi o contenuti con lo scopo di danneggiare l’immagine e la reputazione della vittima;
- Cyber stalking: minacce, molestie, violenze e denigrazioni ripetute e minacciose aventi lo scopo di incutere terrore e paura nella vittima per la propria incolumità fisica e delle persone a lei care;
- Sexting: invio di messaggi, testi, foto e video a sfondo sessuale che vengono divulgati tramite mezzi elettronici come smartphones o internet;
- Grooming: tecnica di adescamento tramite lusinghe e linguaggio amichevole mediante la quale gli adulti cercano di carpire la fiducia dei minori con lo scopo di mettere in atto sfruttamento sessuale o violenza psicologica.

> Come difendere e proteggere i propri figli da questi pericoli?
La sicurezza online è una materia delicata perché non possono esistere decaloghi o regole da applicare data la costante evoluzione e aggiornamento dei sistemi di comunicazione e dei nuovi social media. Per un genitore rimanere al passo con tutte le applicazioni ed i gerghi che escono ogni giorno e che si diffondono tra i ragazzi è quasi impossibile.
 

È possibile però individuare qualche strumento efficace per la sicurezza come:
- al momento dell’acquisto il genitore può far installare da un professionista (es. investigatore privato) dei software che limitino l’accesso a determinati siti e che bloccano indirizzi http o pagine sospette;
- la fiducia tra genitore e figlio, tramite la quale il genitore consegna un dispositivo informando il ragazzo delle potenzialità, dei rischi che può correre e istruirlo consapevolmente su come deve utilizzarlo. Una solida fiducia genitore-figlio può far sì che il genitore sia informato ogni volta che il figlio intenda scaricare una nuova applicazione e avere modo insieme a lui di modificare insieme le impostazioni sulla sicurezza e privacy;
- istruzione efficace sulla distinzione tra mondo virtuale e mondo reale: ciò che si vede sui social, ciò che si è sui social non è corrispondente o non si può applicare alla realtà ed al contrario però che ogni azione che si compie online può avere serie conseguenze nella realtà. È importante rendere chiaro il confine tra giusto e sbagliato, lecito e non lecito.

> Quale può essere lo strumento di sicurezza e salvaguardia di una vittima di cyber bullismo?
Come insegna il caso dell’insegnante di Torino, le cui immagini intime sono state diffuse sul web dal fidanzato e per le quali rischiava di perdere il posto di lavoro, la solidarietà e la vicinanza emotiva umana salvano le persone: la vittima non deve sentirsi sola o giudicata da coloro che ha vicino a sé, deve poter avere un luogo che considera sicuro in cui fuggire, deve sapere che nella realtà ciò che succede sul web non può avere il sopravvento e non può avere il potere di determinare la sua persona. 

Affinché sia possibile rendere più sicuro il web è necessario ricominciare a tessere il substrato sociale, tornare a distinguere la finzione dalla realtà, rappresentare e rendere concrete le conseguenze delle azioni che si pongono in essere e ricreare o rigenerare l’intelligenza emotiva che la società di oggi sta sempre più perdendo. Questi sono i principali strumenti di sicurezza dai pericoli tanto del web quanto reali.

Leonardo Intelligenceù
www.leonardointelligence.it

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