martedì 4 giugno 2019

Investigazioni e dati raccolti da internet.

Molte volte viene posto il quesito se i dati raccolti da internet sono effettivamente utilizzabili.

C'è una leggenda metropolitana, derivante da una errata interpretazione della privacy, che fa credere che tutto quello che si trova in internet sottostia ad una specie di zona franca o terra di nessuno e tutto quello che trovo lo uso un po' come mi pare...non è così.

È vero i dati che si trovano in internet, foto e video inclusi, sono a disposizione del pubblico per la consultazione NON l'utilizzo incondizionato, sopratutto se parliamo di privati cittadini. Escludiamo tutto quello che riguarda personaggi pubblici o di pubblico interesse che seguono principi leggermente diversi.

Rimanendo nel nostro settore, le investigazioni private, lo scopo di utilizzo dei dati raccolti da internet non è paragonabile a quello di un privato cittadino. O meglio. Mentre il privato cittadino non può e non deve avere altri fini se non quello della consultazione personale, la divulgazione potrebbe essere contestata anche sotto il principio del diritto d'autore, l'investigatore privato ha una specifica in più...secondo l'art. 134 TULPS può raccogliere informazioni conto terzi.


Questo passaggio è importante. C'è una norma, in questo caso l'art. 134, che autorizza specificatamente un professionista nella raccolta di informazioni, ma questa raccolta, deve avere un fine preciso e determinato... la difesa di un diritto civile nei confronti di un terzo.

Quindi l'investigatore privato non puo' raccogliere indiscriminatamente dati per internet e divulgarli un po' come gli pare, ma, se i dati che raccogliere sono necessari, importanti, risolutivi, per il caso che gli è stato affidato da un terzo, come recita l'art. 134 TULPS, allora potrà utilizzare quanto raccolto, NON per la divulgazione ma solo per ii fini di indagine e le proprie deduzioni.

Arriviamo all'ultimo punto spinoso. Posso inserire questi dati raccolti nella relazione?

Argomento molto lungo e non esauribile in poche battute, ma, se i dati raccolti sono determinanti ai fini di indagine per provare cio' che si cercava, se i dati non ledono i diritti di un terzo, se i dati sono stati acquisiti nel rispetto delle disposizioni privacy...possono essere inseriti in relazione cercando, per quanto possibile, di escludere o annerire tutte quelle informazioni di persone non direttamente interessate nell'indagine.


Molte volte è successo che trovando una foto su facebook di un marito in atteggiamenti affettuosi con una donna, l'investigatore incaricato dalla moglie per accertare eventuale infedeltà, abbia prontamente raccolto i dati ed inseriti in relazione....cosa è successo? Denuncia!

Perchè? Perchè l'obiettivo di indagine è provare l'infedeltà e non divulgare le foto della presunta amante, che, sentitasi lesa nella propria privacy, con il sacrosanto diritto di frequentare liberamente chi vuole e di non essere "relazionata" da nessuno, ha denunciato il povero investigatore.

Quindi sarebbe bastato annerire nella foto il volto della presunta amante e non sarebbe successo nulla.

Questo settore è difficile e bisogna conoscerlo davvero...STUDIATE!. Frequentare corsi da CSI, Cyber Crime, Ethical Hacking, se si intende lavorare nelle investigazioni private, non serve a niente se non si conoscono le basi..

Leonardo Intelligence
www.leonardointelliegence.it


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