La UE all'ATTACO dei Giganti del Web



Il GDPR è stato una pietra miliare dell'attacco da parte della UE ai giganti del web. Il Prof. Prodi diceva, giustamente qualche giorno fa alla trasmissione Piazza Pulita su la7, che solo la UE ha avuto l'ardire di riportare i nuovi miliardari che godono di una no-fly-zone virtuale, dove tutto sembra concesso, alla dura realtà della regolamentazione e fondamentalmente alle tasse.

La fortuna del web è sempre stata che, tutti quei soldi che girano, sfuggono al controllo dei paesi occidentali con buona pace delle tasche di pochi.

L'entrata in vigore del GDPR ha portato nientemeno che Zanckeber in persona, che ad oggi sembra di nominare invano un dio greco, ad un tavolo di discussione ed a un accordo che sinteticamente dice, vuoi fare affari in Europa? Garantiscici il rispetto delle norme Europee e paga le tasse!

La cosa ha funzionato e il fondatore di Facebook ha accettato di pagare una multa milionaria rispetto un trattamento di dati illecito condiviso con WhatsApp.

In questi ultimi mesi si è parlato poco e male del diritto d'autore e della nuova normativa UE.

I Colossi di internet si sono mobilitati per fermare la manovra per un motivo essenziale...fanno vagonate d'oro semplicemente non pagando gli autori di contenuti.

Facciamo un esempio...un giornalista esperto in politica internazionale e/o più semplicemente un esperto di questioni mediorientali che tiene un blog dove parla delle proprie ultime analisi sul panorama siriano scrive un articolo interessante che è frutto di ricerca, raccolta informazioni e proprie elaborazioni.

Ora, il blog di questo esperto non è proprio conosciutissimo e non se lo fila nessuno.

Qualcuno trova la sua analisi interessante e condivide l'articolo che poi viene copiato ed incollato mille volte in giro sul web...senza citare la fonte, anzi, modificandolo anche in parte per far sembra che sia un elaborato originale....bene, fino ad oggi era impossibile fare in modo che venisse riconosciuto il diritto di autore e chiedere, per esempio, alle piattaforme di cancellare le cose scopiazzate o clonate.

Ad oggi le piattaforme web devono garantire:

1) i diritti per l'utilizzo online delle pubblicazioni di carattere giornalistico;
2) l'ottenimento di un'autorizzazione a usare il materiale coperto da copyright;
3) i massimi sforzi per evitare la pubblicazione;
4) l'eventuale rimozione per i contenuti senza licenza di utilizzo.


La direttiva NON tocca Wikipedia e tutte quelle piattaforme di condivisione culturale open senza fini di lucro...anche se Wikipedia in questi ultimi mesi ha fatto intendere che con la nuova direttiva UE avrebbe praticamente chiuso i battenti.

La norma UE sul diritto d'autore ha, come è stato per il GDPR, 24 mesi per l'adeguamento e per la ricezione nazionale di tutti i paesi membri...il che vuol dire che aspettiamo in Italia il DL di assorbimento. Vediamo che succede.

Cosa centra tutto questo con il settore investigativo?

Beh...farsi questa domanda vuol dire non conoscere il settore delle investigazioni private. L'ambito della salvaguardia del diritto d'autore è sempre stato, è e sarà, anche grazie a questa nuova direttiva UE, uno dei campi più floridi del lavoro delle Agenzie Investigative.

Certo, serve conoscere le norme, il chè vuol dire studiare, non è sicuramente un'indagine per infedeltà coniugale (ramo che andrà piano piano esaurendosi anche e sopratutto per colpa dell'abusivismo dilagante nel settore), ma sopratutto è un'attività che permette di mettere in campo ed esprimere tutta la professionalità dell'investigatore privato.

Quindi...rivolgendomi alle nuove generazioni che vogliono entrare in questo settore, studiate, la cultura ripaga sul lungo termine e, a tutti quei Titolari che recriminano la propria professionalità rispetto ad avventori, abusivi ed improvvisati...STUDIATE!!! E' la cultura che vi permetterà di fare la differenza.

Buon lavoro a tutti
Il Presidente
www.leonardointelligence.it

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