lunedì 11 maggio 2020

ONG. Aiuti umanitari e soldi italiani!

ONG. Aiuti umanitari e soldi italiani! 

La storia di Silvia Romano è una storia interessante, una storia che inizia tanto tempo fa e che porta alla liberazione, a quanto dicono le fonti ufficiali, solo qualche giorno fa con una spesa, a quanto non dicono le fonti ufficiali ma solo le voci di corridoio, di quasi €4mln di euro, ovviamente dello Stato Italiano, in una situazione di crisi economica dov'è la priorità non è considerata.

Quanto costa la vita umana e quanto costa la vita di una cooperante rispetto a un intero paese? È un dilemma che sicuramente non lo possiamo risolvere in poche righe.

Mio fratello fa lo stesso lavoro da tanti anni ed è passato attraverso alcuni piccoli problemi ed è ovvio che se mio fratello avesse un problema del genere, altro che 4 milioni, me lo vado a riprendere da solo.

Sì, perché qui si apre un capitolo importante di questo ambito che è un segreto a molti, cioè, le cooperazioni internazionali, organizzazioni non governative ONG, che aiutano le persone in Africa da tanti anni esistono e hanno anche un budget importante e hanno questi ragazzi sul territorio lasciati a se stessi nell'iniziativa personale e senza avere alcuna formazione sulla sicurezza. Ma sopratutto questi volontari vengono inseriti in paesi problematici dove ci sono miliziani, ribelli e tanto tanto altro, compresi i cannibali che le persone non sanno esistere ancora.

Lo so, ora ci saranno alcune organizzazioni che diranno - ASSOLUTAMENTE NO! NOI FACCIAMO SICUREZZA E FORMAZIONE - bene...i risultati parlano da soli e se la Farnesina pubblicasse tutti i dati  dei cooperanti feriti, rapiti e/o uccisi, tra i quali 29 preti solo nel 2019 si farebbe capire l'importanza dell'argomento.
 
Molti anni fa quando ho fondai la Leonardo Intelligence provai a proporre per tanto tempo alle NGO la formazione sulla sicurezza, ma non solo, sopratutto la formazione di personale specializzato dedicato alle NGO che si occupassero solo della sicurezza sul territorio ospitante.

A parte sporadici casi di NGO che accolsero questo tipo di iniziativa, in realtà, tutte le altre organizzazioni rifiutavano questo tipo di proposta liquidandomi come una sorta di mercenario o guerrafondaio.

La mancanza di professionisti della sicurezza e la mancanza di formazione provoca situazioni anche di crisi internazionale come quella della povera Silvia Romano che si riflette sull'economia di tutti, perché 4 milioni di euro, così sembra sia stato pagato il riscatto per avere Silvia, gravano sulle tasche di tutti in un momento di crisi economico-sanitaria così importante.

Le ONG dovrebbero avere l'obbligo morale di formarsi sulla Security per sapere come operare  nel territorio di inserimento per lasciare in sicurezza e nella sicurezza consapevole i loro cooperanti che lavorerebbero con più attenzione e probabilmente eviteremmo tutta una serie di spiacevoli riscatti che graverebbero sempre e comunque  sulle tasche degli italiani.

Lasciamo perdere poi questa voglia dell'Italia di andare sempre troppo d'accordo con tutti e quindi abbassare la cresta sui 4 milioni...ma questo è un altro paio di maniche. Diciamo che se ogni tanto facciamo capire che se prendono qualcuno dei nostri ci rimettono del proprio...non sarebbe una cattiva idea.

Ovviamente tutta la solidarietà possibile alla povera Silvia Romano che è evidentemente affetta da crisi d'identità e sindrome di Stoccolma e che riflette tutta la sintomatologia della radicalizzazione islamica.

Chi conosce l'argomento sa che la privazione del sonno, la fame, l'isolamento ed il contesto, anche dopo soli 21 giorni, diventa una normalità e provoca una serie di cambiamenti interni ed esterni che non sarebbero stati pensabili solo poco tempo prima.

Ci vorrà un po' prima che la povera Silvia Romano ritorni in se ad una vita normale. È inutile criticare dichiarazioni di una persona che è stata prigioniera per un anno e mezzo, anche se oggi crede di aver fatto una vacanza e anzi di voler tornare nel paese dove è stata rapita.

L'indice va puntato verso quelle organizzazioni che lasciano questi ragazzi a se stessi e alla completa insicurezza.

Buon lavoro a tutti
Ten Rabita

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