Difesa Abitativa e le basi della sicurezza


Personalmente penso che le armi debbano essere usate solo da professionisti che capiscono la responsabilità, il pericolo e le conseguenze, anche morali, insite nel maneggio di questi strumenti di offesa.

Ad oggi è purtroppo passato il messaggio che se un ladro entra in casa si possa uccidere!

Immaginiamo un imprenditore che decide di avere un arma a casa per difendere la propria famiglia. Arriva il giorno in cui qualcuno effettivamente entra nell'abitazione dell’imprenditore e questo, con estrema prontezza, riesce a reagire agli intrusi e spara.

Tutto questo però accade difronte ai figli piccoli ed alla moglie che vedono il ladro cadere, gli schizzi di sangue sulle pareti, il corpo del ladro riverso a terra, la chiazza di sangue sul pavimento. Urla, strilli, pianti.

Poi arrivano i Carabinieri che cercano di capire cosa è successo e mettono tutto sotto sequestro, la mamma e i bambini sono costretti ad andare qualche giorno dai nonni, mentre il papà imprenditore deve mancare a lavoro perchè il PM arrivato sul posto lo chiamerà anche successivamente per capire la dinamica dei fatti.

I giornalisti non mancheranno. Foto, richieste di intervista, citofono e telefono che squillano a tutte le ore.

Quando poi questa prima ondata travolgente passa, resta l'aver ucciso magari un ragazzo di 20anni. Sì, era un delinquente. Sì, era un pregiudicato. Sì, forse lo meritava. Sì...ma aveva 20anni. E questo pensiero, nella mente di una brava persona, che ha sempre lavorato per garantire una bella vita a se ed alla propria famiglia e che si è trovato costretto a difendere il proprio nucleo familiare con un gesto estremo....diventa un tormento.

Inoltre, pensiamo ai risvolti sociali più elementari, siccome secondo la discussa norma appena approvata, è lecito uccidere un ladro che entra in casa, non è escluso, che si possa pensare di poter reagire allo stesso modo in un aggressione per strada, in una delle tante rapine negli esercizi commerciali, agli scippi, ai borseggi in metro, sul bus...e così via.

Io penso che la difesa è una cosa seria e che le armi non sono uno strumento di prevenzione ma di offesa e repressione. È importante parlare di sicurezza ed è importante far capire alle persone che non ci si può esimere dall'attenzione perchè, la sicurezza, è una responsabilità personale che non può essere demandata ad un arma.

Un esempio? Non mi sento al sicuro perchè dei vicini hanno subito dei furti in casa e decido di far diventare la mia abitazione una specie di fortezza con tanto di coccodrilli nel fossato, telecamere che riprendono anche in bagno, bunker sotterraneo con viveri per 25anni, persiane blindate antiproiettile...e un bazooka sul comodino. Pero', quando rientro in casa con le borse della spesa, per comodità, lascio la porta blindata aperta e qualche volta dimentico le chiavi attaccate fuori dalla porta...chi mi difenderà? Il bazooka?

Le basi della sicurezza.
L'esempio sembra stupido ma non lo è, ma soprattutto, sottolinea alcuni principi chiave che dovrebbero far riflettere sulla propria sicurezza e di quella dei  nostri cari che ci sono intorno:
1) responsabilità personale;
2) attenzione;
3) opportunità;
4) prevenzione.

L'elenco non è in una successione casuale. La responsabilità personale è il primo punto da cui partire per iniziare a parlare di sicurezza. Demandare a sistemi di telecamere, ad un allarme e/o ad un arma il proprio senso di sicurezza è una deresponsabilizzazione della nostra coscienza, un palliativo al vero senso di responsabilità personale.

La sicurezza è quindi una responsabilità e la responsabilità richiede attenzione. L'attenzione è un senso straordinario che abbiamo dimenticano in alcune declinazioni. Dedicare attenzione ad un video sul web non è l'attenzione di cui abbiamo bisogno. Diceva uno dei più grandi esperti di sicurezza la mondo, Gavin De Becker, in uno dei più bei libri scritti sulla sicurezza - Il dono della paura - il senso dell'attenzione è dentro di noi, ma non lo ascoltiamo, facciamo quasi finta che quella vocina che ci avverte che qualche cosa non va non esista. Eppure la natura ci ha fornito tutti gli strumenti per capire il pericolo (la paura) e garantirci la sopravvivenza. Non dobbiamo, quindi, allenarci ad assere attenti ma ad ascoltare e fidarci del nostro senso di attenzione.

Il senso di attenzione deve essere ovviamente contestualizzato e non può essere rivolto a qualsiasi cosa, ma sopratutto, non deve diventare paranoia verso l'ignoto. Questo ci porta al terzo principio di sicurezza che è l'opportunità. Cioè, se creo opportunità creo rischi. Sì, siamo noi a creare opportunità ed a permettere che alcuni eventi si verifichino, tipo: le chiavi lasciate attaccate al portone blindato di casa. Se lascio che una disattenzione del genere avvenga, a nulla mi serviranno i sistemi missilistici antiaereo installati sul tetto. Fare pace con il principio di opportunità, o meglio, accettare che siamo noi a permettere alcuni eventi per disattenzione, è dura, ma è il primo passo verso la vera sicurezza.


Faccio un esempio. Diverso tempo fa una persona molto conosciuta del mio quartiere mi chiede aiuto perchè era la terza volta che i ladri gli entravano in villa con lui e la sua famiglia dentro. Arrivato sul posto vedo una villa bellissima, ma il muro di cinta rotto in due punti, il cancello di ingresso, vecchio, arrugginito e pesante, tanto che bisognava aprirlo a spinta. Il retro della villa dava su un parco stupendo che confinava con una stradina bianca, a delimitare l'area una sorta di rete da campo di calcetto con un cancelletto da pollaio. La villa in se aveva persiane blindate, allarme di movimento perimetrale e un sistema di telecamere a circuito chiuso che guardava in punti discutibili, ma è un'altra storia.

Ora. Perchè i ladri entrano solo quando le persone erano a casa? Perchè d'estate le persiane blindate rimanevano aperte per far passare un po' d'aria, il perimetrale veniva escluso per lasciare liberi i cani e i gatti che facevano avanti ed indietro...quale momento migliore per effettuare una rapina:
1) quando non c'è nessuno, forzando le persiane?
2) scavalcare il muro di cinta rotto ed entrare a casa la sera d'estate?

Se abbiamo capito i primi tre principi della sicurezza, responsabilità, attenzione ed opportunità, avremo fatto una cosa straordinaria che si chiama prevenzione. Ma bisogna anche sapere che la sicurezza al 100% NON esiste e che l'evento straordinario che ci prende alla sprovvista rientra nella normale imprevedibilità della vita, ma, se siamo responsabili, attenti e riduciamo le possibili opportunità, riduciamo anche i possibili rischi e fatto una vera ed efficace prevenzione.

I quattro principi base della sicurezza sono un punto di partenza obbligatorio, dopodiché, interessarsi su metodi e tecniche di difesa abitativa in termini di sistemi di allarme, sistemi dissuasivi perimetrali, sorveglianza elettronica e, a mio parere non per tutti, l'utilizzo e detenzione di un arma, sono argomenti da prendere in considerazione e necessariamente da approfondire.


Sopratutto in tema di armi bisogna confrontarsi con l'argomento, il primo passo da fare potrebbe essere andare in poligono e iniziare a vedere se l'utilizzo di una pistola, per esempio, risulta congeniale, comodo e sopratutto, come capita quasi sempre, non se  abbia una paura inconscia che non si vuole ammettere.

Il secondo passo con cui confrontarsi è il principio che le armi se ci sono vanno usate! Avere un arma per tirarla fuori in caso di bisogno ma solo nella speranza che il maleintenzionato scappi, non solo non serve a niente, ma si rischia di farsi ammazzare. Meglio essere disarmati, dare i soldi contanti, e mettere in fuga il rapinatore soddisfatto che non si è sentito minacciato da armi.

Ho seguito con molto interesse la politica di Emergency sulla propria sicurezza e dei loro operatori che operano in zone del mondo veramente pericolose.

Praticamente ai nuovi arrivati viene consigliato di girare sempre con almeno 50 dollari in contanti in tasca, il motivo è: i rapinatori occasionali sono violenti, spregiudicati, drogati e vogliono i soldi:
1) un operatore di Emergency senza soldi non è credibile e richia di farsi ammazzare;
2) solo 10 dollari in tasca non gratificano l'agressore;
3) reagire è uno sbaglio e comprometterebbe il lavoro dell'organizzazione;
4) reagire esporrebbe l'organizzazione ad altri attacchi;
5) 50 dollari è una somma pensata per gratificare l'aggressore e metterlo in fuga.

Credo che sia uno degli esempi di sicurezza più alti e consapevoli mai messi in campo...senza sparare a nessuno.


Conclusione.
Nel seminario del 22 e 23 giugno 2019 proveremo ad affrontare tutti questi argomenti ed approfondire con i partecipanti i principi base della sicurezza.
http://www.leonardointelligence.it/poligono_programma_22GIUGNO2019.pdf

Vogliamo dare una visione completa dell'argomento, nella prima fase in aula, parleremo di sicurezza a 360°, nella seconda fase in poligono, faremo avvicinare i partecipanti, in modo dolce e controllato sotto la supervisione di istruttori qualificati, all'utilizzo di un arma da fuoco.

L'intento di tutto questo NON è avvicinare le persone al mondo delle armi, ma, aiutare i partecipanti a rispondere ad una domanda molto personale, e cioè, ho veramente bisogno di un arma per la mia sicurezza?

Grazie per l'attenzione e vi aspetto in tanti.
Ten. Rabita
Presidente Leonardo Intelligence

-------------------------------------- 
Leonardo Intelligence
Via Fasana 28 - 00195 Roma
Tel. 06 92928453
www.leonardointelligence.it
info@leonardointelligence.it  
--------------------------------------

Commenti

Post popolari in questo blog

Seminario pratico frontale - 20 Novembre 2021!

II° EDIZIONE WORKSHOP INDAGINI DIFENSIVE

LA NECESSITA’ DI FORMAZIONE PRATICA