lunedì 18 febbraio 2019

Licenziato il dipendente. Beccato dall'Investigatore Privato a fare shopping durante i permessi “104”.

Accertamenti sui permessi 104 con l'ausilio dell'Investigatore Privato.

 



Il datore di lavoro può incaricare un'agenzia investigativa per verificare le condotte estranee allo svolgimento della normale attività lavorativa, purché, queste siano rilevanti per il corretto adempimento delle obbligazioni sottese al rapporto di lavoro.

Lo sentenzia la Cassazione con l'ordinanza 4670 del 18.2.19.

La Suprema Corte sottolinea che: il licenziamento può essere messo in opera quando il lavoratore, che usufruisce dei permessi previsti dalla legge 104/92 per assistere il familiare disabile, è scoperto a fare shopping durante il periodo di permesso.

Per tale tipo di accertamento, l'azienda, può infatti ricorrere legittimamente al supporto di un'agenzia investigativa per controllare le condotte del dipendente che, anche se estranee all’attività lavorativa, sono comunque rilevanti sotto il profilo del corretto adempimento delle obbligazioni relative al rapporto di lavoro.

In questo caso quindi, il recesso dell'azienda è giustificato perché, l’interessato, approfitta della buona fede, non solo del datore di lavoro, ma anche dell’ente previdenziale che eroga il trattamento economico-assistenziale.

Tutto questo emerge dall’ordinanza 4670/19, pubblicata il 18 febbraio, dalla sezione lavoro della Cassazione. Niente da fare quindi per il lavoratore sorpreso dagli investigatori a fare shopping il 22, 23 e 24 dicembre....faceva i regali di Natale? Chissà. Sicuramente non stava prestando assistenza al parente con problemi di salute.

È interessante comunque notare che nella contestazione, la Suprema Corte, ha tenuto conto dei giorni nei quali l’azienda è stata effettivamente chiusa per le festività natalizie e scorporati dall'ordinanza.

A far scattare il licenziamento sono in ogni caso bastati i tre giorni del mese successivo, nei quali, il lavoratore, si è recato in una sola occasione di un paio d’ore, presso la casa del parente da assistere.

Nella presente ordinanza della Cassazione si esclude la violazione degli articoli 2 e 3 dello statuto dei lavoratori, perché: i detective non sconfinano nella vigilanza sull’attività lavorativa, che è riservata al datore e ai suoi collaboratori.

È quindi legittimo il ricorrere all'ausilio di “007” privati nei periodi di sospensione del rapporto lavoro quando si sospetta che il dipendente usi i permessi 104 per sé e non per aiutare il congiunto in difficoltà.

Concludendo, per il lavoratore che utilizza permessi 104 per fare altro, si configura l’abuso del diritto di cui all’articolo 33 della legge 104/92, in primis, nei confronti del datore di lavoro che è privato ingiustamente della prestazione, e dopo, dell’istituto previdenziale che paga trattamento economico-assistenziale.

Nessun commento:

Posta un commento